Un colpo d’occhio straordinario. Le palme fossili esposte in questa sala riassumono alcuni dei temi approfonditi nelle sezioni successive: la ricostruzione di ambienti perduti di milioni di anni fa, il confronto con il presente, i cambiamenti climatici passati e attuali, l’importanza delle collezioni ospitate al MNU per la ricerca scientifica. La sala, completamente restaurata nel 2008, conserva un allestimento storico spettacolare risalente ai primi decenni del XX secolo che garantisce una corretta conservazione dei fossili, con un’implementazione dell’impianto didascalico e dell’illuminazione delle teche centrali, in cui è narrata la storia evolutiva dei vegetali: al Carbonifero appartengono le flore a felci delle Alpi Carniche, al Triassico risalgono le conifere e l’ambra delle Dolomiti. Dalle Prealpi Venete provengono flore uniche a livello mondiale come quella giurassica ricca di bennettitali, oggi estinte. La diffusione delle angiosperme nel Cenozoico è testimoniata dalle flore di Bolca (Verona) e Chiavon (Vicenza) a cui appartengono le grandi palme qui esposte.
Alle pareti si possono ammirare reperti dell’Oligocene, con circa 30 milioni di anni, che fotografano il clima tropicale passato, già segnato dal deterioramento climatico.
Sono esposte fronde di palme, provenienti dalle località Vegroni, vicino a Bolca, e Chiavon, dal torrente omonimo nel comune di Farra Vicentino, e frutti fossili, simili alle noci di cocco che provengono dal sito di Bolca.

Highlight di questa stanza è la Latanites maximiliani (il calco è presente anche nella serra del Giardino della biodiversità nell’Orto botanico dell’Università di Padova). È alta più di tre metri, proviene da una località sita nella valle del torrente Chiavon, quindi risale all’età Oligocenica. Roberto De Visiani (1800-1878), prefetto dell’Orto botanico, la studia e decide di dedicarla a Massimiliano I d’Austria, imperatore del Messico, per essersi distinto in studi e ricerche di piante tropicali. Si tratta di un olotipo, ovvero un esemplare sul quale è stata istituita la specie.

Completano l’allestimento un video sulla storia evolutiva delle piante, uno sulla Teoria dell’Evoluzione di Darwin, e un altro che, insieme all’audio diffuso nella sala, amplifica l’emozione della visita presentando in modo artistico i fossili esposti.