C’è quindi qualcosa di unico e speciale nelle abilità umane? Abbiamo davvero inventato il gusto estetico e l’arte così come la scienza e la tecnologia? O in natura altri viventi hanno fatto qualcosa di simile? Cos’è in definitiva che ci rende umani? C’è veramente una differenza tra naturale e artificiale?
L’arte segreta della natura
L’appuntamento della rassegna Racconti della Natura, in programma venerdì 9 ottobre alle ore 18, è dedicato alla presentazione del libro Non siamo gli unici (Aboca Edizioni) con l’autore Giorgio Volpi.
Siamo davvero la specie più intelligente, creativa e tecnologicamente avanzata del pianeta? È a partire da questo interrogativo che Giorgio Volpi ci conduce in un viaggio che mette in discussione la visione antropocentrica del mondo per rivelarci che l’arte, la scienza e la tecnica non sono affatto esclusive dell’essere umano. Il manachino capirosso, ad esempio, un piccolo uccello tropicale, è famoso per esibirsi in una danza in cui esegue perfettamente il moonwalk di Michael Jackson. Le cicale del genere Magicicada sono tra le creature più abili nel valutare lo scorrere del tempo: si distinguono per i loro straordinari cicli vitali perfettamente sincroni e lunghissimi, dato che trascorrono la maggior parte della loro vita sottoterra per emergere in superficie tutte insieme solo ogni 13 o 17 anni. Gli insetti stecco sono degli attori consumati: mimano, con la loro forma, dei rametti rinsecchiti per ingannare eventuali predatori e, se vengono accarezzati dal vento, iniziano a oscillare proprio come le fronde di una pianta. I cervi maschi si adornano i palchi con rami, fango e foglie e danno vita a una danza con sequenze motorie precise e codificate per dimostrare vigore e potenza, evitando confronti diretti troppo pericolosi. I germogli dei fagioli girano vorticosamente, come solo i dervisci rotanti sanno fare, per trovare un sostegno a cui aggrapparsi durante la crescita.
Il libro di Volpi non è un mero elenco di curiosità naturalistiche, ma un invito a compiere un atto di umiltà radicale e a riconoscere che l’uomo è semplicemente “un animale tra gli altri animali”: non il padrone del mondo, bensì parte del grande coro dei viventi. Oggi scoprire la natura significa comprendere la vera essenza dell’essere umano e gettare le basi per una società nuova, in simbiosi con l’ambiente: solo così, sostiene l’autore, sarà possibile costruire un futuro davvero sostenibile.
L’incontro è moderato dalla giornalista Francesca Boccaletto.
L’evento è gratuito su prenotazione, si svolge in Auditorium e non comprende la visita del Museo.
Non siamo gli unici è disponibile presso il bookshop a partire da venerdì 9 ottobre. Al termine dell’evento è previsto un breve firmacopie.


