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SUMMARY:I nostri primi passi fuori dall’Africa
DESCRIPTION:Giovedì 17 aprile alle ore 17.30 è in programma il settimo incontro con l’esperto\, con un appuntamento con Leonardo Vallini\, ricercatore dell’Università di Mainz. L’evento prevede una presentazione in Auditorium\, introdotta dal referente scientifico delle collezioni di antropologia Luca Pagani. Segue un approfondimento guidato dal conservatore delle collezioni di antropologia Nicola Carrara al Teatro dell’evoluzione umana\, e dal relatore nella sala dedicata all’Oceania. \nLa storia di Homo sapiens\, la nostra specie\, è cominciata in Africa fra 300 e 200 mila anni fa\, e lì i nostri antenati hanno trascorso oltre la metà della nostra storia evolutiva. Quando finalmente i primi coloni si sono avventurati al di fuori del loro continente di origine non hanno avuto vita facile\, ma hanno dovuto affrontare numerose sfide come l’adattamento a nuovi ecosistemi e l’interazione con altre specie del genere Homo\, prima di riuscire a espandersi con successo. Negli ultimi decenni la genetica\, studiando le differenze fra i genomi delle diverse popolazioni\, e la “paleogenetica”\, permettendo lo studio del DNA di individui vissuti decine o anche centinaia di migliaia di anni fa\, hanno consentito di fare luce sulle dinamiche della migrazione fuori dall’Africa di Homo sapiens. \nL’ingresso è gratuito su prenotazione e non comprende la visita completa del Museo. \nLeonardo Vallini\n\nLeonardo Vallini è laureato in Biologia molecolare all’Università di Padova\, dove successivamente ha completato un dottorato di ricerca in Antropologia molecolare. Il focus del suo progetto era il Paleolitico\, ed in particolare i primi millenni di Homo sapiens in Eurasia dopo l’uscita dall’Africa\, che ha affrontato con un approccio multidisciplinare mirando ad includere evidenze non solo genetiche\, ma anche archeologiche e paleoclimatiche. Attualmente lavora come ricercatore nel “Palaeogenetics Group” dell’Università di Mainz\, in Germania.
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CATEGORIES:In evidenza,Incontri con l'esperto
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SUMMARY:Artisti delle caverne
DESCRIPTION:L’incontro in programma sabato 12 aprile alle 16\, dedicato a bambini dai 4 ai 7 anni\, sarà un’occasione per fare un salto indietro nel tempo e riscoprire le origini dell’arte. Arte moderna? Arte contemporanea!? Macché! Per una volta si vestiranno i panni di artisti delle caverne! L’arte\, infatti\, è nata decine di migliaia di anni fa. Ma come facevano i nostri antenati a dipingere e scolpire? Grazie a questa attività non solo lo scopriremo\, ma potremo a nostra volta diventare dei veri e propri artisti preistorici. \nQuesta attività è in programma anche sabato 29 marzo alle 16. \nLa durata del laboratorio è di 60 minuti. \nLa partecipazione è compresa nel biglietto di ingresso al Museo\, su prenotazione\, ed è necessaria la presenza di un accompagnatore.\nLe prenotazioni sono disponibili al centro prenotazioni tutti i giorni dalle 9 alle 17\, al numero 049.8273939 oppure all’indirizzo mail prenotazioni@visitmnu.it.
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SUMMARY:Auyán-tepui\, grotte alle origini del Tempo
DESCRIPTION:L’appuntamento della rassegna Racconti della Natura dell’11 aprile\, alle ore 18\, è dedicato a Auyán-tepui\, grotte alle origini del Tempo (Edizioni La Venta) curato da Francesco Sauro\, un libro che guida in un viaggio attraverso le spedizioni che\, a partire dagli anni ’90\, hanno portato alla luce un patrimonio geologico e biologico di inestimabile valore. Il volume\, che ha il patrocinio del Museo della Natura e dell’Uomo\, in questa occasione viene presentato dal curatore per la prima volta al pubblico\, con l’introduzione del Direttore del Dipartimento di Geoscienze Nicola Surian e con la presenza di Antonio De Vivo\, fondatore dell’Associazione La Venta. \nI tepui sono montagne antichissime composte da arenarie risalenti a 1\,6 miliardi di anni fa e ospitano alcune delle grotte più antiche del pianeta. Tra queste esplorazioni\, spicca quella di Imawarì Yeuta\, un complesso sistema di grotte che si estende per chilometri nelle profondità\, rivelando formazioni rocciose uniche e un ecosistema sotterraneo ancora in gran parte sconosciuto. Le ricerche condotte in questi ambienti estremi hanno permesso di approfondire non solo la geologia dei tepui\, ma anche la microbiologia\, studiando organismi estremofili che sopravvivono in condizioni proibitive\, offrendo indizi preziosi sulla vita primordiale sulla Terra. Con un mix di racconti avventurosi\, approfondimenti tecnici e scientifici\, rilievi dettagliati e cartografie inedite\, il libro è arricchito da fotografie spettacolari che catturano la bellezza selvaggia di questi luoghi. Quello di questo libro non è solo un resoconto esplorativo\, ma un omaggio a un patrimonio naturale unico\, un invito a scoprire un mondo dove la scienza e il mistero si intrecciano\, e dove ogni grotta racconta una storia antica quanto il tempo stesso. \nL’evento è gratuito\, si svolge nell’Auditorium e non comprende la visita del Museo. Per partecipare è richiesta la prenotazione online. \nAuyán-tepui\, grotte alle origini del Tempo è in vendita presso il bookshop a partire dall’11 aprile. Al termine dell’evento è previsto un breve firmacopie. \nFrancesco Sauro\nFrancesco Sauro è uno speleologo\, geologo ed esploratore italiano\, noto per i suoi contributi nello studio delle grotte e della geologia. Docente presso il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova e presidente dell’associazione La Venta\, Sauro si dedica all’esplorazione di grotte remote e inaccessibili\, spesso in condizioni estreme\, contribuendo a scoprire formazioni geologiche e processi mineralogici unici. La sua ricerca si concentra particolarmente sui tepui\, le montagne dalla cima piatta del Sud America\, dove ha scoperto vasti sistemi di grotte di quarzite\, ridefinendo la comprensione scientifica della formazione di queste antichissime montagne. \nSauro unisce esplorazione e ricerca scientifica\, studiando paleoclimi\, vita microbica in ambienti estremi e l’evoluzione dei paesaggi carsici. Attivo nella conservazione dell’ambiente\, promuove la protezione degli ecosistemi sotterranei\, sottolineandone il valore culturale e scientifico. Grazie al suo lavoro\, ha ricevuto riconoscimenti internazionali\, tra cui il Rolex Award for Enterprise\, ed è diventato un punto di riferimento nella speleologia moderna\, ispirando nuove generazioni di esploratori e geologi.
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SUMMARY:50 anni di studi nei Colli Euganei
DESCRIPTION:In occasione del cinquantesimo anniversario dalla fondazione del Gruppo Mineralogico Paleontologico Euganeo (GMPE)\, unico gruppo sul territorio che si occupa dello studio di minerali e fossili\, il Museo della Natura e dell’Uomo ospita un evento giovedì 10 aprile\, dalle 16 alle 18: un’occasione per conoscere il patrimonio geologico e paleontologico dei Colli Euganei. Nel corso degli anni\, il GMPE ha consolidato una stretta collaborazione con l’Università di Padova\, contribuendo a diverse pubblicazioni scientifiche e diventando un punto di riferimento per studiosi e appassionati. \nProgramma dell’evento: \n\nSaluti istituzionali di Giovanni Berto (presidente GMPE) e Fabrizio Nestola\, presidente del CAM e direttore scientifico del MNU\nStoria del Gruppo Mineralogico e Paleontologico Euganeo di Paolo Rodighiero\nGeologia dei Colli Euganei: minerali e rocce di Luciano Secco\nI fossili dei Colli Euganei di Franco Colombara\nL’ambiente naturale dei Colli Euganei di Carlotta Fassina\nEsposizione di minerali e fossili dei Colli Euganei nella sala didattica del Museo\n\nUn evento per ripercorrere mezzo secolo di studi e scoperte\, testimoniando il contributo del GMPE alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio geologico e paleontologico del territorio. \nL’evento è gratuito\, si svolge nell’Auditorium e non comprende la visita del Museo. Per partecipare è richiesta la prenotazione online.
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CATEGORIES:Giornate speciali,In evidenza
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SUMMARY:Do the evolution - le prove dell’evoluzione
DESCRIPTION:L’incontro in programma sabato 5 aprile alle 16\, dedicato a bambini dagli 8 ai 12 anni\, sarà un’occasione per esplorare una delle teorie scientifiche più affascinanti. La teoria dell’evoluzione per selezione naturale ha più di 150 anni e\, nel tempo\, si è arricchita di numerose prove a suo sostegno. Attraverso esperimenti e osservazioni\, i partecipanti scopriranno in prima persona come funziona e perché oggi sappiamo che è alla base dei meccanismi che regolano la Natura. Non resta che… mettersi alla prova! \nQuesta attività è in programma anche sabato 22 marzo alle 16. \nLa durata del laboratorio è di 60 minuti. \nLa partecipazione è compresa nel biglietto di ingresso al Museo\, su prenotazione\, ed è necessaria la presenza di un accompagnatore.\nLe prenotazioni sono disponibili al centro prenotazioni tutti i giorni dalle 9 alle 17\, al numero 049.8273939 oppure all’indirizzo mail prenotazioni@visitmnu.it.
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SUMMARY:Artisti delle caverne
DESCRIPTION:L’incontro in programma sabato 29 marzo alle 16\, dedicato a bambini dai 4 ai 7 anni\, sarà un’occasione per fare un salto indietro nel tempo e riscoprire le origini dell’arte. Arte moderna? Arte contemporanea!? Macché! Per una volta si vestiranno i panni di artisti delle caverne! L’arte\, infatti\, è nata decine di migliaia di anni fa. Ma come facevano i nostri antenati a dipingere e scolpire? Grazie a questa attività non solo lo scopriremo\, ma potremo a nostra volta diventare dei veri e propri artisti preistorici. \nQuesta attività è in programma anche sabato 12 aprile alle 16. \nLa durata del laboratorio è di 60 minuti. \nLa partecipazione è compresa nel biglietto di ingresso al Museo\, su prenotazione\, ed è necessaria la presenza di un accompagnatore.\nLe prenotazioni sono disponibili al centro prenotazioni tutti i giorni dalle 9 alle 17\, al numero 049.8273939 oppure all’indirizzo mail prenotazioni@visitmnu.it.
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SUMMARY:Spinosaurus\, il dragone dei fiumi del Cretaceo
DESCRIPTION:Mercoledì 26 marzo alle ore 17.30 è in programma il sesto incontro con l’esperto\, con un appuntamento con Cristiano Dal Sasso\, studioso del Museo di Storia Naturale di Milano. L’evento unisce una presentazione in Auditorium\, introdotta dalla conservatrice delle collezioni di geologia e paleontologia Mariagabriella Fornasiero\, seguita da un approfondimento in Museo nella sala dedicata all’Era dei rettili e nella Sala delle Palme. \nMuso e denti da coccodrillo\, una enorme vela sul dorso\, zampe palmate e una lunga coda pinnata: lo spinosauro era un vero dragone\, il primo e finora unico dinosauro semiacquatico\, più lungo di un T. rex. Per mettere insieme questo identikit\, un team internazionale composto anche da molti paleontologi italiani ha pazientemente scavato per anni nel deserto del Sahara marocchino\, recuperando lo scheletro di Spinosaurus aegyptiacus più completo al mondo e dimostrando che il più grande predatore di tutti i tempi nuotava grazie ad una coda alta e piatta\, mai vista in nessun altro dinosauro. La conferenza\, ricca di immagini e video inediti realizzati in presa diretta\, racconterà la storia di questa incredibile scoperta. \nL’ingresso è gratuito su prenotazione e non comprende la visita completa del Museo. \nCristiano Dal Sasso\nCristiano Dal Sasso lavora al Museo di Storia Naturale di Milano dal 1991 ed è specializzato nello studio dei rettili mesozoici\, dinosauri inclusi. Oltre che come scienziato\, si è guadagnato notorietà anche come divulgatore scientifico. Ha studiato il primo dinosauro italiano\, Scipionyx samniticus (detto Ciro)\, che ha conquistato la copertina di Nature nel 1998 per l’eccezionale fossilizzazione degli organi interni\, suscitando grande interesse sui media di tutto il mondo. \nNel 2013 ha creato un gruppo di studio internazionale sponsorizzato da National Geographic che poi ha pubblicato su Science (2014) e ancora su Nature (2020) la descrizione dello Spinosauro e degli incredibili adattamenti alla vita acquatica di questo enorme dinosauro predatore\, rivelatosi più grande del Tyrannosaurus rex. Cristiano Dal Sasso ha descritto anche l’ittiosauro triassico italo-svizzero Besanosaurus\, il primo dinosauro sauropode italiano (“Tito”) e il primo dinosauro lombardo\, battezzato Saltriovenator\, che rappresenta il più antico e più grande dinosauro carnivoro del Giurassico inferiore. \nIscrizione \n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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SUMMARY:Do the evolution - le prove dell’evoluzione
DESCRIPTION:L’incontro in programma sabato 22 marzo alle 16\, dedicato a bambini dagli 8 ai 12 anni\, sarà un’occasione per esplorare una delle teorie scientifiche più affascinanti. La teoria dell’evoluzione per selezione naturale ha più di 150 anni e\, nel tempo\, si è arricchita di numerose prove a suo sostegno. Attraverso esperimenti e osservazioni\, i partecipanti scopriranno in prima persona come funziona e perché oggi sappiamo che è alla base dei meccanismi che regolano la Natura. Non resta che… mettersi alla prova! \nQuesta attività è in programma anche sabato 5 aprile alle 16. \nLa durata del laboratorio è di 60 minuti. \nLa partecipazione è compresa nel biglietto di ingresso al Museo\, su prenotazione\, ed è necessaria la presenza di un accompagnatore.\nLe prenotazioni sono disponibili al centro prenotazioni tutti i giorni dalle 9 alle 17\, al numero 049.8273939 oppure all’indirizzo mail prenotazioni@visitmnu.it.
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SUMMARY:Storia del pane
DESCRIPTION:“Storia del pane ripercorre i tanti mutamenti tecnici e valoriali che hanno portato questo cibo a diventare una commodity capace di giocare un ruolo persino negli scenari geopolitici. Il racconto di uno specchio di grano\, nel quale da migliaia di anni guardiamo il riflesso delle nostre azioni\, delle nostre paure e delle nostre speranze.” \nL’appuntamento della rassegna Racconti della natura del 20 marzo\, alle ore 18\, è dedicato a Storia del pane (Il Saggiatore) di Gabriele Rosso\, un libro che guida in un viaggio attraverso la storia e le evoluzioni del pane\, esplorando miti\, innovazioni\, cambiamenti politici e trasformazioni economiche legate a questo alimento essenziale. \nBianco\, nero\, lievitato\, azzimo\, industriale\, artigianale\, fresco o a lunga conservazione: il pane ha attraversato i secoli\, influenzando profondamente lo sviluppo della società. Sebbene sia difficile stabilire con certezza quando e chi l’abbia inventato\, fin dalle civiltà più antiche\, come quelle della Mesopotamia e dell’Egitto\, ha rappresentato non solo un nutrimento fondamentale ma anche un simbolo culturale e religioso. Gabriele Rosso racconta in questo libro le interconnessioni sociali\, filosofiche e pratiche tra il pane e l’umanità: da Omero\, che definiva gli uomini «mangiatori di grano o di pane»\, fino alla recente riscoperta della panificazione artigianale di alta qualità. Attraverso episodi storici\, come gli assalti ai forni nelle epoche di carestia e l’avvento del pane industriale con il Wonder Bread\, l’autore ci mostra come il pane sia stato testimone e protagonista di mutamenti epocali\, riflettendo le speranze e le paure dell’umanità. \nL’evento è gratuito\, si svolge nell’Auditorium e non comprende la visita del Museo. Per partecipare è richiesta la prenotazione online. \nStoria del pane è in vendita presso il bookshop a partire dal 20 marzo. Al termine dell’evento è previsto un breve firmacopie. \nGabriele Rosso\nGabriele Rosso è membro del comitato di redazione della rivista L’Integrale. È vicecuratore della guida ai vini Slow Wine e ha scritto di cibo e politica per diverse testate online. Laureato in Storia\, ha conseguito il dottorato in Studi Politici presso l’Università degli Studi di Torino nel 2010\, pubblicando articoli e recensioni di libri su alcune riviste di settore e specializzandosi nello studio del pensiero politico statunitense. Dal 2014 lavora in ambito editoriale come freelance. Ha scritto articoli di cultura gastronomica per diverse testate online. Dal 2020 è vice curatore di Slow Wine\, la guida ai vini di Slow Food\, e fa parte della redazione della rivista L’Integrale. Nel 2021 ha aperto un’azienda agricola con cui produce vino in Piemonte. \nIscrizioni\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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SUMMARY:Università svelate 2025
DESCRIPTION:Il 20 marzo\, in occasione della Giornata nazionale delle università italiane\, il Museo partecipa con tutta l’Università di Padova all’iniziativa “Università svelate”: una giornata dedicata alla celebrazione del sapere e dell’istruzione\, un momento di condivisione con la cittadinanza del patrimonio scientifico e culturale. \nIl Museo della Natura e dell’Uomo vi prende parte con una serie di approfondimenti tematici condotti dai conservatori e studiosi delle collezioni: un’occasione da non perdere per visitare alcune parti del percorso museale guidati da specialisti. \n\nLa grande galleria degli animali  (ore 16 e 17.30)\nUn itinerario tra invertebrati marini\, pesci\, rettili\, uccelli e mammiferi per osservare la straordinaria varietà del regno animale\, approfondendo l’evoluzione delle specie viventi e le minacce che mettono in pericolo la biodiversità.\nConservatrice della collezione di zoologia: Marzia Breda \n\nLa preistoria umana e il DNA antico (ore 16 e 17.30)\nDall’Africa all’Europa\, la storia dell’evoluzione umana viene ricostruita attraverso resti umani\, manufatti e studi genetici. Migrazioni\, adattamenti e caratteristiche distintive della specie umana vengono analizzati nella loro evoluzione nel tempo.\nRicercatore del Dipartimento di Biologia: Massimo Mezzavilla \n\nLa camera dei segreti di Palazzo Cavalli (ore 16.15 e 17.45)\nQuali segreti si celano dietro la porticina lignea\, che si apre sulla Sala della Caccia di Palazzo Cavalli? Una spettacolare scala a bovolo\, un camerino misterioso oggi scomparso\, e forse anche alcuni indizi sull’assassinio di Vittoria Accoramboni\, la bellissima duchessa di Bracciano: basato su nuovi documenti d’archivio\, un racconto di misteri e delitti ancora in parte irrisolti.\nConservatrice del patrimonio storico di Ateneo: Chiara Marin \n\nLa coevoluzione tra vita e minerali (ore 16.30 e 18)\nUn percorso attraverso gli stadi della mineral evolution per scoprire i processi fisici\, chimici e biologici che portano alla formazione di nuove specie minerali. Dalla polvere presolare alla tettonica a placche\, con l’anteprima di un reperto fossile di Mercenaria permagna che arricchirà l’allestimento del Museo.\nConservatore della collezione di mineralogia: Simone Molinari \n\nAlla scoperta del tempo profondo (ore 16.30 e 18)\nUn viaggio attraverso miliardi di anni\, dalle prime forme di vita alla comparsa dell’Homo sapiens. Fossili\, eventi di estinzione e grandi cambiamenti climatici illustrano l’evoluzione della vita e le dinamiche che hanno modellato il pianeta.\nConservatrice delle collezioni di geologia e paleontologia: Mariagabriella Fornasiero\nTecnico delle collezioni di geologia e paleontologia: Letizia Del Favero \nLa partecipazione è gratuita\, su prenotazione\, e prevede una visita guidata della durata di un’ora\, senza la visita completa del Museo.
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SUMMARY:Nevario Le forme della neve
DESCRIPTION:Non è una scheggia qualunque\, quella che entra nell’occhio di Jay. Gerda lo capisce al volo. Kay\, l’amico caldo come l’estate\, la stupisce con uno sguardo nuovo e crudele. Gelido\, appuntito come la scheggia di ghiaccio. Un incantesimo a congelargli il cuore e i ricordi.  \nL’appuntamento della rassegna Racconti della Natura Kids di domenica 16 febbraio\, alle ore 10.30\, è dedicato ai bambini dai 5 ai 10 anni con Nevario. Le forme della neve (Nomos edizioni). L’autrice Sarah Zambello e l’illustratrice Susy Zanella proporranno un’attività laboratoriale a partire dall’albo illustrato. \nDa Calder a Andersen\, da Turner a Herdeg\, passando per Debussy\, The Snowman e molto altro: per scivolare leggeri nel perfetto equilibrio di scienza e poesia\, tra l’impalpabile leggerezza dei fiocchi\, la forza di valanghe e bufere\, e l’assoluta immobilità di ciò che il manto nevoso rende eterno. \nPolverosa e soffice\, oppure bagnata e pesante: la neve racconta le sue trame attraverso la microstruttura e la densità dei suoi fiocchi\, ma anche con l’analisi dell’umidità e della temperatura dell’aria… Sono questi i fattori indispensabili alla formazione del manto nevoso\, il fenomeno naturale in grado di nascondere e svelare\, di ricoprire e trasformare un paesaggio fino a renderlo opera d’arte. \nSe la nivologia si occupa di analizzare e classificare la neve stagionale al suolo\, la letteratura\, il cinema e la poesia trasformano quei cristalli in uno splendido scenario da abitare con l’immaginazione… mentre lo sport\, l’architettura e l’esplorazione offrono uno sguardo innovativo sul fenomeno atmosferico più candido e fuggevole dell’inverno. \nL’incontro\, compreso nel biglietto di ingresso al Museo\, si svolge in aula didattica. Per partecipare è necessaria la prenotazione online. L’albo illustrato Nevario. Le forme della neve\, realizzato in collaborazione con il Centro Valanghe di Arabba\, sarà disponibile presso il bookshop a partire dal 16 febbraio. Al termine dell’evento è previsto un breve firmacopie. \nSarah Zambello\nEducatrice e autrice\, Sarah Zambello ha frequentato la scuola di scrittura Bottega Finzioni di Bologna e il corso di perfezionamento in Lettura e letteratura per l’infanzia e l’adolescenza presso l’Università di Padova\, grazie al quale tiene incontri di formazione per insegnanti dedicati all’educazione alla lettura.\nNel 2021 è tra i finalisti al Premio Andersen con: “Nuvolario. Atlante delle nuvole”\, albo di divulgazione scientifica illustrato da Susy Zanella (Nomos Edizioni). Nel 2023 “Ondario. I movimenti del mare”\, appartenente alla stessa collana\, è tra i finalisti al Premio Malerba e viene inserito nella selezione internazionale White Ravens. \nSusy Zanella\nAutrice e illustratrice ferrarese\,  Susy Zanella ha partecipato e vinto numerosi concorsi di illustrazione\, tra i più significativi: nel 2013 e nel 2014 il primo premio al concorso Librifattiamano di Pieve Santo Stefano; nel 2017 il secondo premio al  XI Concorso per fumettisti e illustratori Lucca Junior “Rose\nnell’Insalata” tributo a Bruno Munari; nel 2021 è tra i finalisti al Premio Andersen come miglior albo di divulgazione scientifica con “Nuvolario. Atlante delle nuvole” realizzato con Sarah Zambello\, pubblicato da Nomos Edizioni; nel 2023 è finalista al Premio Luigi Malerba con “Ondario. I movimenti del mare” con Sarah Zambello e Nomos Edizioni\, lo stesso inserito nella selezione internazionale White Ravens; sempre nel 2023 è finalista al premio di divulgazione scientifica\nPiccolo Galileo con “Cometario. Il catalogo delle grandi comete” \, sempre con Sarah Zambello e Nomos Edizioni. \nIscrizione\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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SUMMARY:Asteroids. Source and risk for life
DESCRIPTION:Protagonista dell’incontro con l’esperto del 13 febbraio è Frank Brenker\, direttore dello Schwiete Cosmochemistry Laboratory alla Goethe University di Francoforte\, membro del team di ricerca di molte moderne missioni di campionamento di corpi extraterrestri.\nIntrodotto dal responsabile scientifico del Museo Fabrizio Nestola\, l’ospite racconterà i risultati sorprendenti delle recenti missioni di ritorno di campioni da parte della NASA e della JAXA (Agenzia spaziale giapponese) dagli asteroidi Bennu e Ryugu\, ricchi di carbonio e acqua. Entrambe le missioni\, dedicate alla ricerca dei mattoni fondamentali per la vita e dell’origine dell’acqua terrestre\, nonchè a prepararsi a possibili collisioni di asteroidi con la Terra\, hanno raccolto campioni sulla superficie degli asteroidi e li hanno riportati in sicurezza sulla Terra. \nPer la prima volta è stato possibile avere una visione dettagliata e indisturbata del ruolo degli asteroidi nell’origine della vita: recenti studi su grani di polvere\, condotti da team di ricerca di tutto il mondo\, hanno dato risultati affascinanti. L’intervento mostrerà dettagli interessanti su queste missioni di campionamento\, uniche nel loro genere\, e affronterà la questione di come gli impatti degli asteroidi sulla Terra influenzino l’estinzione e la creazione della vita.\nIn questa occasione vengono presentate in anteprima quattro nuove meteoriti di eccezionale rilevanza scientifica: Erg Chech 002\, la più antica roccia vulcanica del Sistema Solare (4\,566 miliardi di anni); Muonionalusta\, siderite di 4\,5 miliardi di anni; Djoua 001\, potenzialmente legata a Mercurio\, oggetto di dibattito scientifico; El Eglab 001\, che combina elementi del nucleo e della crosta di un planetesimo\, sfidando le teorie sulla formazione planetaria. \nLa presentazione è a cura di Anna Barbaro\, Von Humboldt post-doctoral fellow alla Goethe University di Francoforte\, mentre la visita alla sala delle Meteoriti prevista alla fine dell’incontro è guidata dal relatore Frank Brenker e dal conservatore delle collezioni di mineralogia\, Simone Molinari. \nLa partecipazione è gratuita\, su prenotazione\, e non comprende la visita al Museo. L’intervento del relatore sarà in lingua inglese\, con traduzione consecutiva in italiano. \nFrank E. Brenker\nHa partecipato come membro del team di ricerca a quasi tutte le moderne missioni\, effettuate da varie agenzie spaziali\, per il campionamento di vari corpi extraterrestri\, tra cui comete\, grani interstellari e asteroidi. È direttore dello Schwiete Cosmochemistry Laboratory (SCL) e del Frankfurt Center of Electron Microscopy (FCEM) presso la Goethe-Universität di Francoforte in Germania. È specializzato nella ricostruzione delle condizioni di formazione dei materiali extraterrestri e della loro storia geologica. Il professor Brenker è uno scienziato altamente riconosciuto che studia la materia al suo livello di base applicando tecniche analitiche che utilizzano elettroni e radiazioni di sincrotrone. \nMeteoriti di recente acquisizione\nErg Chech 002 (Collezione del Dipartimento di Geoscienze): acondrite di 4\,566 miliardi di anni\, riconosciuta come la più antica roccia vulcanica del Sistema Solare. \nMuonionalusta (Donazione Bruno Simoni): siderite di 4\,5 miliardi di anni\, che rappresenta un antico nucleo di un planetesimo differenziato\, con spettacolari figure di Widmanstätten. \nDjoua 001 (Collezione Jacopo Nava\, prestito a lungo termine): rara aubrite\, potenzialmente legata a Mercurio\, oggetto di dibattito scientifico. \nEl Eglab 001 (Collezione Anna Barbaro\, prestito a lungo termine): mesosiderite che combina elementi del nucleo e della crosta di un planetesimo\, sfidando le teorie sulla formazione planetaria.
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CATEGORIES:Incontri con l'esperto
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SUMMARY:La dieta neolitica del Sudan orientale
DESCRIPTION:L’appuntamento con Giusy Capasso\, in programma per martedì 21 gennaio alle ore 17.30\, è il quarto “incontro con l’esperto”. L’evento unisce una presentazione in Auditorium\, introdotta dal conservatore delle collezioni di antropologia Nicola Carrara\, a un approfondimento in Museo nelle sale dedicate ad “Al-Khiday” e “Africa”. \nCome studiare la dieta delle popolazioni neolitiche del Sudan\, dove non è possibile effettuare alcune delle analisi in ambito bioarcheologico? Nei contesti in cui non si conserva il collagene\, necessario per le analisi del Dna antico o di alcuni isotopi\, il tartaro dentale rappresenta una fonte significativa di dati per la bioarcheologia\, visto che conserva microresti che forniscono informazioni dirette sulle strategie di sussistenza e sull’ecologia delle popolazioni antiche. \nL’analisi del tartaro dentale di individui provenienti da comunità neolitiche del Sudan orientale ha identificato microresti vegetali che offrono nuovi dati per la ricostruzione delle loro strategie alimentari. Se fino a poco fa\, infatti\, sapevamo che durante il Neolitico i gruppi umani del Sudan orientale basavano la propria sussistenza su un pastoralismo intensivo e sullo sfruttamento di risorse vegetali\, non era ancora ben chiaro che tipo di risorse vegetali fossero incluse nella dieta umana. L’analisi svela anche come le comunità neolitiche abbiano modificato le loro strategie di sussistenza in risposta ai cambiamenti ambientali. \nL’ingresso è gratuito su prenotazione e non comprende la visita completa del Museo. \nGiusy Capasso\nGiusy Capasso è specializzata nell’analisi bioantropologica di resti scheletrici umani da contesti archeologici\, che svolge utilizzando tecniche analitiche avanzate per la ricostruzione dello stile di vita delle popolazioni del passato\, per indagare aspetti come dieta e mobilità. Ha conseguito la laurea triennale e magistrale in Archeologia orientale presso l’Università di Napoli “L’Orientale” e un diploma di specializzazione in Beni archeologici presso l’Università di Padova\, dove è attualmente dottoranda presso il Dipartimento dei Beni culturali.\nPer il suo dottorato indaga le gerarchie sociali e i fenomeni di mobilità in Veneto nell’Età del Ferro\, attraverso l’analisi dei resti scheletrici umani provenienti dalla necropoli del CUS-Piovego di Padova. Parallelamente studia l’impatto della rivoluzione neolitica sui gruppi umani del Sudan orientale\, collaborando con la Italian Archaeological Expedition to the Eastern Sudan (IAEES). Da anni lavora come bio-antropologa in scavi archeologici in Italia e in paesi orientali come Sudan\, Pakistan\, Etiopia e Arabia Saudita. \nIscrizione\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.\nNessun campo trovato.
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CATEGORIES:In evidenza,Incontri con l'esperto
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SUMMARY:Vite formidabili
DESCRIPTION:Oggi il mondo naturale è in difficoltà. È colpa dell’uomo\, inutile girarci intorno. La biodiversità attraversa una crisi che è stata chiamata enfaticamente «la sesta estinzione». Anche gli insetti ne sono colpiti\, ma se la storia ci insegna qualcosa\, rimangono il gruppo animale su cui scommettere per la sopravvivenza. \nL’appuntamento della rassegna Racconti della Natura del 14 gennaio\, alle ore 18\, è dedicato a Vite formidabili. Alla scoperta degli insetti (Il Mulino) di Maurizio Casiraghi\, un libro che è un viaggio tra prati\, campi coltivati\, terre esotiche o domestiche\, per scoprire come e perché abbiamo a che fare con i migliori coinquilini che l’essere umano potrebbe avere sul pianeta. \nFormidabile. Questa parola deriva dal latino «formidare»\, che significa «temere\, spaventarsi». Sembra essere questo il destino degli insetti. Considerati spesso fastidiosi e poco degni di interesse\, ma soprattutto causa di paure talvolta irrazionali\, essi rappresentano la quasi totalità del mondo animale e sono indispensabili per la biodiversità e quindi per la nostra vita. Sono gli esseri viventi di maggiore successo evolutivo e\, ci si può scommettere\, quelli destinati a durare più a lungo. \nL’evento è gratuito\, si svolge nell’Auditorium e non comprende la visita del Museo. Per partecipare è richiesta la prenotazione online. \nVite formidabili è in vendita presso il bookshop a partire dal 14 gennaio. Al termine dell’evento è previsto un breve firmacopie. \nMaurizio Casiraghi\nInsegna Zoologia ed evoluzione all’Università di Milano-Bicocca\, dove è anche prorettore alla didattica. Da sempre appassionato di insetti\, ha unito le sue linee di ricerca sotto lo sguardo evolutivo della biologia\, occupandosi di socialità delle vespe\, parassitismo e simbiosi tra animali e batteri. Con Il Mulino ha pubblicato anche «Sempre più soli. Il pianeta alle soglie della sesta estinzione» (2023). \nIscrizione\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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SUMMARY:Il rebus delle stagioni
DESCRIPTION:Perché alle nostre latitudini esistono le stagioni? Come mai in inverno fa più freddo che in estate? Come fanno animali e piante a sopravvivere a temperature più basse?  Il clima della Terra è sempre stato uguale a oggi?  E gli esseri umani\, in epoca preistorica\, come sopravvivevano? Per scoprire le risposte a tutte queste domande\, non resta che… giocare! \nIl laboratorio è dedicato a bambine e bambini da 6 a 10 anni\, inizia alle 15\, dura circa 60 minuti e si svolge in aula didattica. La partecipazione è su prenotazione\, compresa nel biglietto di ingresso al Museo; è richiesta la presenza di una persona adulta come accompagnatore\, che deve essere iscritta all’attività. \nLeggi tutte le iniziative di Vivi il Museo a Natale \nIscrizioni\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.\n\n\n    \n\n\n        \n        \n        \n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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SUMMARY:Auguri dall'era glaciale
DESCRIPTION:La magia del Natale trasporta bambine e bambini nell’atmosfera dell’era glaciale\, per conoscere i mammiferi che nel Quaternario popolavano il pianeta e che oggi si possono ammirare esposti in Museo: si scoprono i segreti del mammut lanoso\, dell’orso delle caverne\, dell’elefante nano e della famosa tigre dai denti a sciabola! Durante il laboratorio bambine e bambini possono cimentarsi in uno scavo simulato\, ricostruire lo scheletro di uno Smilodon fatalis e realizzare un originale biglietto di auguri con la sua impronta. \nIl laboratorio è dedicato a bambine e bambini da 3 a 5 anni\, inizia alle 16.30\, dura circa 60 minuti e si svolge in aula didattica. La partecipazione è su prenotazione\, compresa nel biglietto di ingresso al Museo; è richiesta la presenza di una persona adulta come accompagnatore\, che deve essere iscritta all’attività. \nLeggi tutte le iniziative di Vivi il Museo a Natale \nIscrizioni\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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SUMMARY:Misurare la natura
DESCRIPTION:Una speciale visita guidata serale per visitare il Museo in un’atmosfera particolare e con l’attenzione rivolta a una tematica molto curiosa. \nLa specie umana infatti da sempre\, nella sua costante ricerca di spiegazioni\, interpreta il mondo che la circonda e lo misura per conoscerlo e renderlo comprensibile. Talvolta però possono nascere teorie fuorvianti e fantasiose. Così come in passato si sosteneva l’esistenza di creature mitiche come draghi\, ciclopi e unicorni\, si parla ancora oggi di pietre magiche o di corni o artigli dalle mille proprietà. Con l’aiuto delle guide del Museo della Natura e dell’Uomo sarà possibile scoprire alcune teorie stravaganti del passato e del presente. \nLa partecipazione è su prenotazione\, su turni a scelta alle ore 20.30/20.45/21 /21.15. Il biglietto speciale al costo di 7 € comprende la visita\, mentre al termine non è possibile rimanere all’interno del Museo. \nLeggi tutte le iniziative di Vivi il Museo a Natale \nIscrizioni\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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DESCRIPTION:La magia del Natale trasporta bambine e bambini nell’atmosfera dell’era glaciale\, per conoscere i mammiferi che nel Quaternario popolavano il pianeta e che oggi si possono ammirare esposti in Museo: si scoprono i segreti del mammut lanoso\, dell’orso delle caverne\, dell’elefante nano e della famosa tigre dai denti a sciabola! Durante il laboratorio bambine e bambini possono cimentarsi in uno scavo simulato\, ricostruire lo scheletro di uno Smilodon fatalis e realizzare un originale biglietto di auguri con la sua impronta. \nIl laboratorio è dedicato a bambine e bambini da 3 a 5 anni\, inizia alle 16.30\, dura circa 60 minuti e si svolge in aula didattica. La partecipazione è su prenotazione\, compresa nel biglietto di ingresso al Museo; è richiesta la presenza di una persona adulta come accompagnatore\, che deve essere iscritta all’attività. \nLeggi tutte le iniziative di Vivi il Museo a Natale \nIscrizioni\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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DESCRIPTION:Una speciale visita guidata serale per visitare il Museo in un’atmosfera particolare e con l’attenzione rivolta a una tematica molto curiosa. \nLa specie umana infatti da sempre\, nella sua costante ricerca di spiegazioni\, interpreta il mondo che la circonda e lo misura per conoscerlo e renderlo comprensibile. Talvolta però possono nascere teorie fuorvianti e fantasiose. Così come in passato si sosteneva l’esistenza di creature mitiche come draghi\, ciclopi e unicorni\, si parla ancora oggi di pietre magiche o di corni o artigli dalle mille proprietà. Con l’aiuto delle guide del Museo della Natura e dell’Uomo sarà possibile scoprire alcune teorie stravaganti del passato e del presente. \nLa partecipazione è su prenotazione\, su turni a scelta alle ore 20.30/20.45/21 /21.15. Il biglietto speciale al costo di 7 € comprende la visita\, mentre al termine non è possibile rimanere all’interno del Museo. \nLeggi tutte le iniziative di Vivi il Museo a Natale \nIscrizioni\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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DESCRIPTION:L’appuntamento con Fausto Tinti\, terzo “incontro con l’esperto” dell’autunno\, unisce un momento di approfondimento in Auditorium alla visita della Sala del Mare e della Sala della Caccia\, guidati dal relatore e dalla conservatrice delle collezioni di zoologia del Museo\, Marzia Breda. \nLa pesca nel Mediterraneo\, culla della nostra civiltà\, rappresenta da millenni il più forte legame tra l’uomo\, il mare e gli animali che lo abitano. Tracce culturali ed evidenze scientifiche che testimoniano la durevolezza\, l’intensità e l’importanza di questo legame sono visibili in ogni segmento delle civiltà e dei popoli che si sono succeduti a dominare il Mare Nostrum. \nLa grandissima quantità di reperti archeologici e le collezioni zoologiche e osteologiche pubbliche e private di grandi predatori marini come pesci spada\, tonni\, squali e delfini\, insieme agli archivi documentali\, non solo raccontano con alta qualità scientifica questo legame\, ma sono anche la memoria della biodiversità genetica\, organismica\, ecologica e culturale del passato. Oggi possiamo\, con tecnologie sempre più innovative e raffinate\, riscoprire\, misurare ed usare i reperti per tracciarne le traiettorie di cambiamento: un modo per ricostruire il cambiamento climatico e antropogenico e valutarne gli impatti ecologici ed evolutivi. \nLa ricerca vede come autori\, oltre a Fausto Tinti: Alessia Cariani e Corrado Piccinetti (Università di Bologna)\, Antonio di Natale (Acquario di Genova) e Fulvio Garibaldi (Università di Genova). \nL’ingresso è gratuito su prenotazione e non comprende la visita completa del Museo. \nFausto Tinti\nFausto Tinti è professore ordinario in Zoologia all’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Una sua linea di ricerca è volta alla ricostruzione dei cambiamenti storici e degli impatti eco-evolutivi nei grandi vertebrati marini (pesci cartilaginei e ossei\, mammiferi) del Mediterraneo\, applicando approcci analitici interdisciplinari\, dall’analisi morfologica a quella genomica a quella microchimica e soprattutto collaborando strettamente con la rete dei musei naturalistici e accademici italiani e mediterranei. Ha coordinato numerosi progetti di ricerca nazionali ed europei e ha pubblicato oltre 100 articoli scientifici peer-reviewed di cui 8 negli ultimi 3 anni inerenti questa linea di ricerca. \nIscrizione\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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SUMMARY:Genesis 2.0
DESCRIPTION:di Christian Frei e Maxim Arbugaev (Svizzera\, 2018 – 113 min.) Documentario \nDai temi antropologici alla mineralogia\, agli approfondimenti sul mondo animale\, per quattro domeniche\, dal 24 novembre al 15 dicembre\, l’occasione è speciale per trascorrere una giornata alla scoperta della Natura e dell’Uomo. \nIsole della Nuova Siberia: una spedizione si accampa su quella terraferma affascinante. Sono cacciatori di zanne di mammut da vendere ai mercanti di avorio cinesi. La macchina da presa segue prevalentemente tre personaggi: Peter\, cacciatore di zanne\, testimone consapevole dell’avidità umana; Semyon\, direttore del Mammut Museum di Yakutsk\, in Siberia\, alla ricerca di un esemplare tanto ben conservato da permettere di ricrearne uno in laboratorio. E infine Spira\, che affida a quell’attività la sopravvivenza della propria famiglia. Nel 2013\, ci riporta Frei\, il ritrovamento era effettivamente avvenuto\, e dal cadavere del mammut era addirittura scaturito del sangue\, immediatamente salvato in provetta per tentare la clonazione. \nIntroduzione di Luca Di Lorenzo\, presidente del C.U.C. CinemaUno\, con Amedeo Boros\, antropologo culturale e ricercatore dell’Università di Padova.\nProiezione in lingua originale con sottotitoli in italiano.\n \nEvento incluso nel biglietto di ingresso al Museo. Per partecipare è richiesta la prenotazione online. \nPrenotazione\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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SUMMARY:La quercia e i suoi abitanti
DESCRIPTION:di Laurent Charbonnier e Michel Seydoux (Francia\, 2022 – 80 min.) Documentario\nDai temi antropologici alla mineralogia\, agli approfondimenti sul mondo animale\, per quattro domeniche\, dal 24 novembre al 15 dicembre\, l’occasione è speciale per trascorrere una giornata alla scoperta della Natura e dell’Uomo. E l’8 dicembre è dedicato a tutta la famiglia. \nUna grande quercia\, vecchia ben 210 anni\, diventata pilastro e punto di riferimento per un intero microuniverso di piccoli abitanti. Qui lo scoiattolo raccoglie le sue provviste\, le formiche edificano i loro regni e il topo selvatico trova riparo dai rapaci. Loro e molti altri sono i teneri protagonisti di una vibrante avventura\, un’emozionante ode alla vita in cui la natura racconta sé stessa\, la propria bellezza e le proprie sfide. Un lavoro di eccezionale fattura\, un piccolo miracolo in cui il documentario naturalistico si trasforma in una fiction appassionante\, con una colonna sonora che ci porta dalla commedia all’action movie\, dal melò al thriller. \nIntroduzione di Luca Di Lorenzo\, presidente del CUC CinemaUno. \nEvento incluso nel biglietto di ingresso al Museo. Per partecipare è richiesta la prenotazione online. \nPrenotazione\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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SUMMARY:The fire within
DESCRIPTION:di Werner Herzog (Gran Bretagna/Svizzera\, 2022 – 81 min.) Documentario\nDai temi antropologici alla mineralogia\, agli approfondimenti sul mondo animale\, per quattro domeniche\, dal 24 novembre al 15 dicembre\, l’occasione è speciale per trascorrere una giornata alla scoperta della Natura e dell’Uomo. \nNel 1991\, una colata piroclastica discende a 180 chilometri all’ora dal picco del monte Unzen\, in Giappone\, consumando tutto ciò che trova sul suo cammino e uccidendo all’istante i vulcanologi francesi Katia e Maurice Krafft\, giunti sul luogo per documentare l’evento. I Krafft hanno lasciato un archivio di oltre 200 ore di filmati\, immagini di una bellezza ipnotica e spettacolare. Werner Herzog\, che li conosceva di persona e ha avuto accesso all’intero archivio\, dedica loro un omaggio sentito e personale scandito dalla sua inconfondibile voce e da una colonna sonora di grande effetto. Non una banale biografia\, ma la celebrazione della loro vita e della meraviglia che sono stati capaci di catturare con le loro telecamere. \nIntroduzione di Luca Di Lorenzo\, presidente del C.U.C. CinemaUno\, con Denis Brotto\, docente di Cinema e nuove tecnologie all’Università di Padova.\nProiezione in lingua originale con sottotitoli in italiano.\n \nEvento incluso nel biglietto di ingresso al Museo. Per partecipare è richiesta la prenotazione online. \nPrenotazione\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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SUMMARY:Paleo Stories
DESCRIPTION:“La valle è abitata da mostri giganteschi con un occhio solo. Sono stati chiamati ciclopisauri\, riprendendo il nome dai ciclopi dell’antica Grecia.” (Da Paleo Stories – La valle dei mostri) \nDomenica 1 dicembre alle ore 10.30 il Museo della Natura e dell’Uomo ospita il nuovo appuntamento della rassegna Racconti della natura\, con la presentazione della serie a fumetti Paleo Stories\, edita da BeccoGiallo. Gli autori Emanuele Apostolidis e Elena Ghezzo accompagnano i giovani lettori e le loro famiglie in un’attività tra fossili e dinosauri\, tra scienza e avventura. L’attività è adatta a bambini e bambine dai 6 ai 12 anni. \nIspirata alle serie di Jurassic Park e Jurassic World e supportata dal programma di innovazione e ricerca Horizon 2020 dell’Unione Europea\, Paleo Stories è una coinvolgente serie a fumetti che unisce l’avventura alla divulgazione scientifica. \nLa storia prende il via da un’intrigante premessa: che cosa succederebbe se dei giovani appassionati di fossili si trovassero faccia a faccia con dei pericolosi dinosauri? Tra misteri da risolvere\, grotte inesplorate e ossa fossili\, i sei protagonisti accompagnano alla scoperta dei “segreti” della paleontologia. Un’avventura che\, con il mix di azione e scienza\, svela ai ragazzi il mestiere del paleontologo: dalla tecnica di scavo dei fossili fino a… come sfuggire a uno smilodonte infuriato! \nL’evento è compreso nel biglietto d’ingresso e per partecipare è richiesta la prenotazione online. Paleo Stories è in vendita presso il bookshop a partire dal 1° dicembre. Al termine dell’incontro è previsto un firmacopie. \nElena Ghezzo\nElena Ghezzo è paleontologa presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha lavorato come courtesy faculty presso la University of Oregon e in Scozia come visiting researcher presso il Museo Nazionale Scozzese. Ha partecipato a campagne di scavo in Italia\, Spagna\, Georgia\, Eritrea\, Stati Uniti e Perù. Si è specializzata nei carnivori dell’ultimo massimo glaciale\, lo studio della loro distribuzione ed estinzione. Inoltre\, si occupa di foto satellitari per la ricerca di fossili in aree desertiche. \nEmanuele Apostolidis\nEmanuele Apostolidis è uno sceneggiatore di origine greca. Si dedica alla scrittura inizialmente per la collana Anno Domini di Mirko Perniola\, per passare poi alla scrittura di testi per spettacoli teatrali. \nNel 2017 torna al mondo del fumetto pubblicando per BeccoGiallo la graphic novel Sette giorni in Grecia. \nPubblica poi nel 2020\, sempre per BeccoGiallo\, In viaggio con Aristotele e nel 2021 Il mio primo manuale della pallavolo di e con Simone Giannelli\, capitano della nazionale di volley. Collabora da anni con la regione Veneto per la realizzazione del volume dedicato alla Carta etica dello sport. \nIscrizione\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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SUMMARY:El abrazo de la serpiente
DESCRIPTION:di Ciro Guerra (Colombia/Argentina/Venezuela\, 2015 – 125 min.) Film\nDai temi antropologici alla mineralogia\, agli approfondimenti sul mondo animale\, per quattro domeniche\, dal 24 novembre al 15 dicembre\, l’occasione è speciale per trascorrere una giornata alla scoperta della Natura e dell’Uomo. \nKaramakate è uno sciamano che\, nell’Amazzonia nord-occidentale\, vive in solitudine dopo lo sterminio del suo popolo da parte dei bianchi. Un giorno viene raggiunto dalla guida indigena Manduca che gli chiede di aiutare\, con le sue arti mediche\, un ricercatore gravemente ammalato. Lo sciamano accetta di accompagnarli nella ricerca di una pianta medicinale molto rara\, la yakruna. Spera così di riuscire a ritrovare anche qualche sopravvissuto della sua gente. Decenni dopo lo stesso Karamakate viene raggiunto da un etnobotanico americano che è alla ricerca della stessa pianta sulla base delle descrizioni lasciate da chi lo aveva preceduto. Inizia così un viaggio nei ricordi. \nIntroduzione di Luca Di Lorenzo\, presidente del C.U.C. CinemaUno\, con Francesco Spagna\, docente di Antropologia culturale all’Università di Padova\nProiezione in lingua originale con sottotitoli in italiano. \nEvento incluso nel biglietto di ingresso al Museo. Per partecipare è richiesta la prenotazione online. \nPrenotazione\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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SUMMARY:Dentro il vulcano
DESCRIPTION:Il secondo “incontro con l’esperto” della stagione è dedicato alle affascinanti esplorazioni condotte all’interno dei tubi lavici del vulcano Fagradalsfjall in Islanda durante la sua eruzione nel 2021. \nFrancesco Sauro\, l’esperto che ha condotto il progetto “Hruanrásir\,” racconta l’avventura della conoscenza e i risultati preliminari di mineralogia e microbiologia\, mostrando immagini spettacolari realizzate sul campo da Robbie Shone\, fotografo di National Geographic. \nDal 19 marzo al 18 settembre 2021 la penisola del Reykjanes in Islanda è stata teatro della spettacolare eruzione del vulcano Fagradalsjall. Il monitoraggio dell’eruzione\, effettuato tramite video webcam e ripetuti rilievi di fotogrammetria aerea\, ha permesso di tracciare e ricostruire la genesi di diversi tubi di lava con un altissimo dettaglio. Sfruttando questa opportunità unica\, è stato avviato il progetto “Hruanrásir”\, che in islandese significa “tubo di lava”\, organizzato dall’Associazione di Esplorazioni Geografiche La Venta\, con il supporto della National Geographic Society. Il progetto ha riunito un gruppo multidisciplinare di ricercatori\, sia islandesi che di diverse istituzioni europee\, in un totale di cinque missioni sul vulcano Fagradalsfjall\, consentendo osservazioni senza precedenti di questi ambienti sotterranei di recente formazione. Accedendo alle grotte\, talvolta ancora in condizioni di alta temperatura\, è stato possibile non solo svolgere ricerche sui meccanismi genetici dei tubi di lava e studiare la loro evoluzione durante il raffreddamento\, ma anche analizzare quali minerali secondari metastabili si formano quando gli ambienti sotterranei sono ancora caldi e\, infine\, valutare come la vita microbica pioniera colonizzi questi ambienti originariamente sterili. Tutte ricerche che hanno implicazioni nella comprensione dei tubi lavici su Marte e altri pianeti e del potenziale di tali cavità per l’astrobiologia. \nIntroduce Simone Molinari\, conservatore delle collezioni di mineralogia. Dopo la presentazione in Auditorium\, segue un approfondimento in Museo nella sala “Alla scoperta dei minerali” con Francesco Sauro e con il referente scientifico delle collezioni di mineralogia Gilberto Artioli. \nL’ingresso è gratuito su prenotazione e non comprende la visita completa del Museo. \nFrancesco Sauro\nClasse 1984\, è uno speleologo e geologo italiano presidente dell’Associazione di Esplorazioni Geografiche La Venta e ricercatore presso il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova. In oltre quaranta spedizioni\, ha esplorato grotte e canyon in diversi continenti guidando team multidisciplinari di ricercatori in alcuni dei più remoti angoli del pianeta. Premiato dal Rolex Award for Enterprise per la scoperta di grotte antichissime nelle montagne del Venezuela\, Francesco si dedica anche all’esplorazione e allo studio delle grotte laviche dalle Canarie all’Islanda\, come analogo delle grotte che in futuro potrebbero essere esplorate sulla Luna e su Marte. Da diversi anni svolge il ruolo di direttore tecnico dei corsi CAVES e PANGAEA dell’Agenzia Spaziale Europea per l’addestramento di astronauti per future missioni di esplorazione planetaria. \nIscrizione\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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SUMMARY:Meravigliose creature
DESCRIPTION:Che cos’è una specie? È possibile dare una definizione univoca\, razionale\, che non cada in risposte metafisiche o\, addirittura\, pseudoscientifiche? Trovare una definizione coerente di specie in termini biologici non è facile\, anzi\, è impossibile. Eppure\, l’esigenza di suddividere e riconoscere le specie viventi è primaria nell’evoluzione culturale dell’uomo. \nL’appuntamento del 15 novembre in Museo della rassegna Racconti della Natura ha come protagonista il libro Meravigliose creature. La diversità della vita come non la conosciamo (Il Mulino). \nL’opera ci invita a riscoprire l’amore per il nostro pianeta\, la sua meraviglia e l’inesauribile varietà. Attraverso il racconto della sua ricerca sul campo\, l’autore Stefano Mazzotti ci accompagna alla scoperta di nuove specie di animali e piante in luoghi di spettacolare ricchezza: dalla Papua Nuova Guinea al Borneo\, dalla catena himalayana al bacino del fiume Mekong\, dalle isole di Sri Lanka e Madagascar fino alle montagne della Tanzania. Pagina dopo pagina incontriamo una collezione infinita di specie – il cui numero è ancora oggi un mistero – con cui conviviamo sul nostro pianeta e che rischiamo di far estinguere prima ancora di riuscire a scoprirle. Una collezione altrettanto infinita di ragioni per impegnarsi a preservare questa diversità\, fondamentale alla nostra stessa sopravvivenza\, perché altri dopo di noi possano continuare a godere dello spettacolo portentoso della vita. \nL’evento gratuito si svolge nell’Auditorium e non comprende la visita del Museo. Per partecipare è richiesta la prenotazione online. \nMeravigliose creature è in vendita presso il bookshop a partire dal 15 novembre. Al termine dell’evento è previsto un breve firmacopie. \nStefano Mazzotti\nStefano Mazzotti è laureato in Scienze Naturali all’Università di Parma. Direttore del Museo di Storia Naturale di Ferrara\, è un naturalista e ricercatore specializzato in zoologia dei Vertebrati. Collabora con università e CNR per ricerche sulla tassonomia e l’ecologia\, con particolare attenzione agli effetti dei cambiamenti climatici. Ha condotto spedizioni scientifiche in Amazzonia per la descrizione di nuove specie. È docente presso l’Università di Ferrara e collabora con gli atenei di Parma e Bologna. Si dedica all’organizzazione di eventi scientifici e alla realizzazione di percorsi museali sulla biodiversità. Autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche e divulgative\, ha recentemente pubblicato “Esploratori perduti” (Codice Edizioni\, 2023) e “Meravigliose creature” (Il Mulino\, 2024). \nIscrizione\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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SUMMARY:La mamma di Neandertal
DESCRIPTION:“Aveva capelli folti e ispidi. Provava a sistemarli con un unguento speciale fatto di grasso di mammut ed erbe aromatiche. All’epoca non esisteva mica il balsamo per i capelli! Giusto qualche piccolo ritocco ed era pronta per un’altra giornata avventurosa.” \nIl prossimo appuntamento in Museo della rassegna Racconti della Natura è dedicato ai bambini (5-8 anni) grazie al libro La mamma di Neandertal. Una donna di altri tempi\, di editoriale Scienza. Domenica 20 ottobre alle ore 10.30 l’illustratore Sandro Natalini presenta il suo albo illustrato per scoprire\, insieme alle lettrici e ai lettori più piccoli\, il lato femminile della preistoria. \nAbbiamo sempre sentito parlare dell’Uomo di Neandertal\, ma della Donna di Neandertal che cosa sappiamo? Com’era fatta? Come trascorreva le sue giornate? \nStudi e scoperte hanno dato informazioni non solo sul luogo e l’epoca in cui visse la specie Homo neanderthalensis\, ma anche sulle usanze legate alla caccia\, alla bellezza\, all’arte\, alla musica\, alle sepolture\, al linguaggio. A partire da questi elementi\, con umorismo e sensibilità l’illustratore e autore farà scoprire un aspetto diverso e a lungo trascurato della preistoria umana\, quello femminile\, a partire dal quotidiano\, spaziando tra piaceri e responsabilità. \nL’evento è compreso nel biglietto d’ingresso e si svolge in aula didattica. Per partecipare è richiesta la prenotazione online.\nLa mamma di Neandertal è in vendita presso il bookshop a partire dal 20 ottobre. Al termine dell’incontro è previsto un breve firmacopie. \nSandro Natalini\nSandro Natalini vive e lavora a Bologna\, dove alterna attività di docenza a laboratori per bambini e a corsi di aggiornamento per insegnanti in scuole e biblioteche. Ha conseguito le lauree in Progettazione grafica all’Istituto superiore per le industrie artistiche di Urbino (Isia)\, dove attualmente insegna illustrazione\, e in Design della comunicazione presso l’Isia di Faenza. \nHa ottenuto il dottorato in Scienza del libro e della scrittura e fa parte del comitato scientifico del Seminario internazionale permanente sulla fiaba\, presso l’Università per stranieri di Perugia. Ha pubblicato come autore e illustratore vari titoli per ragazzi sia in Italia che all’estero (Inghilterra\, Spagna\, Messico\, Giappone\, Corea\, Brasile e Stati Uniti)\, ottenendo riconoscimenti in ambito nazionale ed internazionale. \nIscrizione\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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SUMMARY:Predatori di un oceano perduto
DESCRIPTION:L’appuntamento con Giovanni Serafini\, primo “incontro con l’esperto” dell’autunno\, unisce un momento di approfondimento in Auditorium alla visita di alcune sale del Museo\, per conoscere meglio i rettili marini del Giurassico veneto. Durante l’incontro\, introdotto dalla conservatrice delle collezioni di geologia e paleontologia del Museo Mariagabriella Fornasiero\, è possibile vedere dal vivo un resto fossile di Metriorhynchidae che normalmente non fa parte del percorso espositivo\, oltre alla sala dedicata all’Era dei rettili. \nFin dal XVIII secolo\, resti scheletrici fossilizzati sono stati rinvenuti nelle rocce del Rosso Ammonitico Veronese in più parti del Veneto\, spesso durante attività estrattive. Questa formazione\, risalente al periodo Giurassico e depositatasi in mare aperto\, ha rivelato negli anni la presenza dei più iconici rettili marini dell’Era in cui i dinosauri popolavano la terraferma: ittiosauri\, pliosauri e coccodrilli marini sono infatti stati descritti come i predatori ai vertici più alti di questo antico ecosistema. Grazie all’incontro diretto con i reperti conservati presso il Museo\, la conferenza guida lo spettatore alla scoperta di questi grandi predatori\, a partire dalla loro scoperta fino ai più moderni studi scientifici sulla loro bizzarra anatomia\, feroce ruolo ecologico e modalità di fossilizzazione. \nIngresso gratuito con prenotazione obbligatoria.  \nGiovanni Serafini\nGiovanni Serafini ha compiuto il suo percorso di studi presso l’Università di Modena e Reggio Emilia in Scienze naturali (laurea triennale) e in Biologia sperimentale (laurea magistrale)\, mantenendo sempre stretti rapporti di formazione e collaborazione con l’Università di Padova\, di Firenze e con il Museo di Storia Naturale di Stoccarda. Nella primavera del 2024 ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca dopo il conseguimento di un progetto di dottorato incentrato sui rettili marini del Mesozoico. \nIscrizione\n\n	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.
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